Villa Gromo di Ternengo

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Villa Gromo di Ternengo

Un'antica dimora del Seicento, cuore della tenuta di famiglia, a Robecco sul Naviglio a soli 20 minuti da Milano...

Dal 1996 organizziamo cerimonie di nozze, eventi e ricevimenti esclusivi, dove passato e natura creano un'atmosfera unica.

Splendida ed affascinante, è immersa nel verde del suo parco di 16 ettari, cintato su tre lati dalle antiche mura di origine romana, mentre le acque del Naviglio Grande fanno da barriera naturale sul lato Est.

Percorrendo il lungo e maestoso Viale dei Pioppi, si attraversa l'imponente cancello d'ingresso. Il parco si apre allo sguardo come uno scrigno custodito gelosamente: alberi secolari, essenze esotiche, ombrosi boschetti, frutteti, antichi rosai e romantiche ortensie vi accompagnano verso la Villa, la cui caratteristica facciata Barocca abbraccia idealmente il grande Parterre all'Italiana, con le sue mirabili statue in pietra molera, in un'elegante scenografia.

Dall'Androne Dipinto si attraversano gli accoglienti Saloni, anch'essi affrescati e completamente arredati con preziosi mobili d'epoca, fino all'ala Est della Villa dove si trova la Limonaia, il classico Giardino d'Inverno con ampie e luminose vetrate che si affacciano sul parco, dove si ammira un incantevole paesaggio.

La sua storia

Espressione del Barocco Lombardo più puro è un complesso privato di rilevantissima importanza storica e culturale.

La sua storia inizia in epoca romana e rivive anche ai giorni nostri nelle opere d'arte e nelle tracce architettoniche che sono tutt'oggi visibili. L'assetto della proprietà segue, infatti, ancora la partizione territoriale in centurie.

A partire dal 600 d.C. l'antico borgo divenne il feudo dei nobili Pietrasanta, i quali lo fortificarono con due torri di difesa.

Nel 1340 Giovannolo Casati, aio di Filippo Maria Visconti, trasformò il borgo fortificato in villa, che divenne il nucleo di una vasta proprietà rurale bagnata dal Naviglio, reso già navigabile nel 1270.

L'aspetto della Villa e la sua struttura così come ci appaiono oggi sono il frutto dell'opera di restauro avvenuta nel 1679 quando il reggente di Milano, Danese Casati ed il di lui nipote, il Conte Ferdinando Casati, intervennero sulla Villa dandole le attuali sembianze.

La Villa è stata sempre tramandata di generazione in generazione all'interno della stessa famiglia, sino ad oggi, e, dalla morte di Ferdinando Casati, ha più volte cambiato il suo nome perché portata come dote nuziale della figlia primogenita, venendo così unita al patrimonio del marito.

Prese così il nome di "Gromo di Ternengo" nel 1884, quando la Marchesa Antonietta Negrotto Cambiaso, discendente dei Casati, sposò Emanuele Gromo Richelmy Conte di Ternengo.